Videos y Relatos Eroticos Gratis
Miles de relatos eroticos y videos organizados por categorias gratis

Archive for November, 2007

30
Nov

La prima volta

Posted in Racconti  by pgratis

Questa è la storia della mia prima volta.

Avevo circa 19 anni e avevo finito da poco il militare, quando riuscii a trovare lavoro come sub-agente di un amico di mio padre.

Dopo nemmeno una settimana vengo mandato a Milano per un corso d’aggiornamento, senza che li per li la cosa mi suscitasse tanto entusiasmo. Mi sarei dovuto ricredere!

Arrivato alla sede della società, fui accompagnato alla sala riunioni dove feci conoscenza con gli altri partecipanti. Subito notai una bella mora, che si chiamava Gianna, con la quale feci subito amicizia. Al momento di mettersi a sedere per l’inizio del corso, mi fece segno di sedersi accanto cosa che feci con molto piacere.

La giornata trascorse velocemente, anche rallegrata dalle mie battute da toscano salace nelle poche occasioni che richiedevano l’intervento dei partecipanti. Fummo portati nell’albergo che la società aveva prenotato per noi e dopo aver preso possesso delle camere mi feci una bella doccia e mi cambiai per la cena, sempre offerta dalla società, in un bel ristorante di Milano.

Arrivato nella hall rimasi senza fiato. Gianna era splendida, vestita con una elegante gonna sopra il ginocchio e una camicetta che a stento tratteneva il seno abbondante, dalla quale trasparivano dei capezzoli a bottoncino veramente notevoli.

La visione mi procurò un’erezione immediata, che i jeans riuscirono a dissimulare con poca efficacia, Read the rest of this entry »

Tags: ,

29
Nov

La cura dei sogni di Paolo Bianchi

Posted in Racconti  by pgratis

Ha scelto un metodo insolito per dire la sua.

Paolo Bianchi, giornalista e scrittore, ha deciso di fare uno sciopero della fame.

L’autore del recentissimo “la cura dei sogni” (Salani), romanzo sulla vacuità dei sentimenti e sul mondo delle illusioni nel quale vivono i trentenni, inizierà la sua personalissima dimostrazione il 1° di ottobre, San Francesco. L’obiettivo?

Combattere lo “strapotere delle gnocche”. “Più che uno sciopero della fame sarà un digiuno di protesta, ” precisa.

Il modello?

“Gandhi: infatti non sono previste azioni violente”.

Bianchi vuole dimostrare che “esistono meccanismi censori che fanno sì che alcune idee non abbiano diritto di cittadinanza presso i media italiani.

Però questi stessi media sono dispostissimi ad ospitare giovani fanciulle.

I meccanismi di comunicazione sono talmente regolati da parametri di voyeurismo che chi si presta a fare la ninfetta del caravanserraglio culturale ha buone possibilità di bucare il video.

Protesterò perché sono escluso dai premi letterari ai quali peraltro non attribuisco alcuna rilevanza. Read the rest of this entry »

Tags: ,

28
Nov

Delirio

Posted in Racconti  by pgratis

Forniscimi il tuo culo

con le tue dita, lunghe ed affusolate, con unghie perfettamente limate e lucide che entrano nelle tue carni

affinché il tuo caldo e profondo buchino dalle pieghe a raggiera mi si presenti come l’eterno oblio che adesso il tremendo correre del mio cuore incarna.

Lascia che mi avvicini che senta il tiepido odore che ne fuoriesce

con la mia voluttuosa lingua voglio assaporarne le dolci contrazioni,

lasciare strie di saliva come colonne di fuoco che dalla mia bocca incendiano il tuo desiderio.

Aaahh

Adoro i tuoi lenti ed ansimanti rantolii.

Il piacere fatto suono, scorgo quasi i pentagrammi che il tuo languore lascia disegnare nell’aria, sì certo ancora ed ancora

non temere non smetterò prima dell’alba

prima che i nostri occhi incontrino il temibile bagliore, il mondo che si sveglia, quel mondo che ora lasciamo fuori lontano dai nostri pensieri, lontano dal nostro ora estatico desiderio.

Chissà perché guardandoti così, china su questo giaciglio, l’eccitazione sale ancora inebria sconvolgendo ancora ed ancora, i miei pensieri sono così confusi quasi non riesco a proferire verbo, meglio, voglio perdermi, inoltrarmi oltre ed oltre…

Certo perdonami non mi distraggo ero solo lì che cercavo di ammirarti, bella come il sole, da qualsiasi punto io ti guardi, bella sempre, solare certamente dea..

.

Eccolo che di nuovo se ne va per vie traverse, quasi lo sento, immagino le parole, anzi quasi versi che nella sua testolina vanno e vanno. Io invece ora non voglio altro che sentirlo dentro, voglio che la sua enorme cappella dipani questo orifizio voglioso e pulsante che mi ritrovo tra le natiche.

Voglio che entri prima lentamente e poi, con spasmodica ritmica, vada su e giù. Voglio sentirlo duro dentro di me, contare le vene che lo circondano.

Voglio piangere di piacere e dolore, il mio succo, il mio denso succo dell’amore lo sento scendere lungo le cosce fino a cingere i polpacci già indolenziti.

Voglio che si sbrighi perché le gambe non mi reggono più, tremano come gattini impauriti, ma mi accorgo che non è la stanchezza a debilitarmi ora, il desiderio il folle desiderio che ho del suo caotico membro mi fa tremare come fuscello, che mi fa scorrere l’emozione come turbinii di ruscelli, come venti che sospingono nuvole all’orizzonte, che io bramo in questo preciso istante ti prego non farmi attendere ancora, non resistoooo….

.

Ma perché mai quando mi ergo a dio del sesso penso sempre ai popoli Read the rest of this entry »

Tags: ,

27
Nov

La mia prima Fantasia da Master

Posted in Racconti  by pgratis

Salve mi presento sono un ragazzo di 26 anni napoletano il quale ha avuto rapporti solo con la sua fidanzata…

Eravamo in macchina io e la mia ragazza alla quale piace stuzzicarmi mettendosi in minigonna e con calze a rete rosa il mio colore preferito, girando per i vicoli della nostra cittadina un paese con all’incira 5000 abitanti ai quali gia una minigonna fa scandolo per questo stavamo sempre in macchina ma verso le 22:00 quando il paese restava deserto ci andavamo a isolare e con tutta la nostra passione incominciavamo a baciarci e a stuzzicarci lei ha una 3°di seno ma ben soda ed io la cosa che adoro e giocare con i suoi seni fin quando lei capisce che deve iniziare il suo lavoretto con la bocca, si avvicina inizia a sbottonarmi i bottoni del jeans e fa uscire il mio menbro il quale gia scoppia di piacere e con una dolcezza infinita inizia a succhiarlo e a leccarlo in modo ineguagliabile ci gioca e a tratti inizia ad spompinarmi sempre più veloce fin quando sente pulsare il mio menbro poi rallenta io in tanto con le mie mani gioco con il suo sederino inviolato (che mi ha promesso me lo dara dopo il matrimonio) stuzzicandolo con il mio indice fin quando lei inizia a mugolare allara la sposto con la bocca dal mio uccello e inizio a strofinarlo sulle sue calze rosa e sulle sue mutandine gia bagnatissime e inizio a fargli desiderare la penetrazione fin quando le scosto la mutandina e inizio a farla galoppare come una belva sulla mia asta fin quando i suoi gemiti raggiungono l’apice, io poi la metto a pecora questa posizione mi eccita come un maiale perchè ho un aveduta stupenda il suo culetto e lòe sue tette all’aria ed inizio a penetrarla con impeto bloccandola con la faccia sul sedile posteriore e questo a lei le fa perdere le staffe per poi riprendesi quando svuoto il mio menbro poi un minuto per la sigaretta e l’accompagno a casa…

Ma non è questo che volevo raccontarvi la parte più bella succede ora, incontriamo una coppia di amici con i quali spesso ci sentiamo e usciamo e vedo dallo sgardo di lei che hanno litigato, cominciamo a parlare del più e del meno fin quando decidiamo di ritiraci.

La fidanzata del mio amico che chiamerò Anna è una ragazza di 25 anni alta un po in carne con delle bellisime gambe che ho potuto solo ammirare qualche volta che l’incontravo in spiaggia perchè il fidanzato non le permetteva di indossare la minigonna un sedere da premio oscar una seconda taglia di reggiseno ma la cosa che più mi eccitava era la sua aria da schizzinosa ma era una persona inteliggente quindi ci intrigavamo a vicenda, Anna abita ad un centinaio di metri da casa mia e io e lei abbiamo un rapporto particolare ci conosciamo da tanto tempo ma come se avessimo vergogna di parlare quando ci ritroviamo da soli, Read the rest of this entry »

Tags: ,

26
Nov

Scopare è facile

Posted in Racconti  by pgratis

Allora, dopo qualche racconto saremo tutti d’accordo che scopare non è affatto facile bensì impresa ardua, riservata solo ai più solidi tra noi.

Nella precedente lezione abbiamo parlato delle lunghezza, della durata, del ritmo e del polipo.

Chi non l’ha letto si faccia passare gli appunti dai compagni.

Oggi parliamo di:

1. Il pompino.

Sembra facile farsi fare un pompino, mentre sembra più difficile farlo.

Probabilmente è così, ma io non posso dirlo.

Gli amici gay resteranno delusi dall’apprendere che non ho mai svolto la parte attiva.

Per il futuro non posso dire, nella vita non si sa mai, ma allo stato attuale è così.

Viceversa sono stato oggetto di quella passiva.

Quindi sono un esperto (si fa per dire) solo di pompini subiti e non di effettuati.

E qui viene il bello (per chi?).

Non sono un grande cultore della cosa. (ma a noi che ce ne frega, direte)

E’ vero che farselo succhiare è senz’altro eccitante. Però più me lo succhiano - più la cosa è eccitante - più mi viene voglia di scopare.

Cioè, per me, il pompino sortisce pienamente il suo effetto, quando ho voglia di interromperlo.

Ma le signore ci rimangono male quando levi quella testa ballonzolante. Non ti piace?, non ti piaccio? Non sono brava?

Ma no, è che sei troppo brava e provocante.

Però il pompino, fine a sé stesso ha anche dei pregi e dei vantaggi.

Intanto è molto comodo.

Non ti devi spogliare.

Non ti devi muovere.

Fa tutto lei.

Ma in effetti checchè ne dicano le donne, è proprio a loro che piace.

Perché piace alle signore?.

Dovrebbero rispondere loro, io ho delle idee.

In primo luogo piace perché non si devono spogliare, ed in alcuni casi preferiscono.

Pigrizia, cellulite (vera o supposta), mutandoni di lana, assorbenti, segni di frustate etc.

Inoltre per alcune è un modo di dare meno confidenza.

Sei venuto sino a qua, non posso mandarti via così, un pompino non si nega a nessuno.

Non danno tutto Read the rest of this entry »

Tags: ,

25
Nov

Quel bottone del camice…

Posted in Racconti  by pgratis

Che emozione!!!D’altronde l’avevo conosciuta su msn. Dopo accordi telefonici e via mail avevamo fissato l’incontro. Serotina intima a casa sua.

Citofonai puntualmente alle 21. 30. La curiosità di vedere se quella sua affascinante, trasgressiva ed erotica simpatia fosse vera fu impressionante.

Lei mi accolse sorridente e profumatissima. Come promesso indossò per l’occasione il camice da dottoressa che lasciava scoperta una generosa scollatura e due gambe così sensuali che trasalii alla loro vista.

Mi fece accomodare, l’ambiente era caldo e con le luci soffuse. Le porgo il regalo che le avevo promesso: un libro di ricette, e quale fu più appropriato di “Afrodite” di I. Allende.

Lei gradì molto e non si fece scappare l’occasione e mi invitò a seguirla sul divano per leggerlo con lei. Mi offrì una birra freschissima e ci sedemmo uno accanto all’altra. Io leggevo e lei aveva il viso adagiato sul mio petto e le mani sulle mie gambe.

Così appoggiata la scollatura mise sempre più in evidenza il suo reggiseno a balconcino bianco di raso che era un piacere ammirare…

Il camice bianco è una mia personalissima fantasia erotica e vederla realizzata fu come vivere in un sogno per me. La cosa non mi lasciò indifferente e lei se ne accorse, ovviamente.

Mentre leggevo le ricette erotiche del libro sentii le sue mani sfiorarmi la zip dei pantaloni che erano gonfi in maniera oscena.

Le nostre guance si avvicinarono sempre di più durante quella eroticissima lettura. Fu inevitabile che le nostre labbra si sfiorassero, la tensione erotica nell’aria era altissima.

Mi feci avanti io… e le leccai prima le labbra, con dolcezza, poi con la lingua entrai deciso e ci baciammo con tale trasporto che quasi ci strappavamo la lingua a vicenda e lei mi strinse il pene con forza da sopra i pantaloni.

Iniziai a sbottonarle quel sensualissimo camice, ma non glielo levai. Portava un paio di mutandine a perizoma in raso abbinate al reggiseno, bianchissime.

Furono già umide quando iniziai a baciarla dapprima nell’interno coscia facendo scivolare la lingua sino a sopra le mutandine che massaggiai fino a farle bagnare completamente con i suoi umori.

Proseguì il gioco con la lingua sul suo sedere fino a che non spalancò le gambe.

Mugolava come una gatta in calore: Read the rest of this entry »

Tags: ,

24
Nov

Porcellina in webcam

Posted in Racconti  by pgratis

Ho scoperto da poco che mi piace tanto fare le porcherie in webcam.

Ho sempre pensato fosse una cosa da pervertiti e da sfigati ma mi son dovuta ricredere.

Mi chiamo Eleonora, ho 20 anni e sono fidanzata da nove mesi con un bel 22enne.

Questa storia è iniziata due mesi dopo che mi sono messa con lui. E’ un ragazzo molto bello alto 1, 85 moro con gli occhi chiari, gioca a calcetto.

Abitiamo nella stessa città e ci vediamo spessissimo.

All’inizio era un vero toro, stavamo sempre ad accoppiarci come conigli, poi dopo due settimane i nostri rapporti sessuali hanno cominciato a diradarsi e adesso lo facciamo una volta a settimana il sabato nella classica posizione.

Mezz’ora di sù e giù ed è tutto finito. Una sera ero a casa mia, e ero su MSN a parlare con i miei amici, mi sentivo sola. Il mio “amore” era uscito con gli amici, non sia mai avessi protestato, mi avrebbe accusato di essere asfissiante e di non lasciargli lo spazio suo libero.

Mentre stavo chattando, si collega un mio amico di Bari Read the rest of this entry »

Tags: ,

23
Nov

500 gr

Posted in Racconti  by pgratis

La lingua la sa usare davvero bene. -pensava Angela, stesa sul suo morbido letto, con Elena, la sua schiava intenta a leccarle i piedi sudati e odorosi. L’aveva conosciuta ad una festa ed era riuscita in seguito a ricattarla. Se non avesse eseguito ogni suo ordine per 2 settimane intere, avrebbe consegnato alla polizia del certo materiale scottante, se per scottanti si intendono 500 grammi di cocaina purissima, razziata ad un lurido spacciatore di provincia. Ed erano solo al secondo giorno…

Angela viveva con il fratello in una grande villa vicino al mare, lasciata in eredità dal ricco nonno. Lei era stata adottata, aveva origini sudamericane, 21anni, pelle scura, occhi e capelli neri e forme perfette. Pochi maschi riuscivano a resisterle, con il suo viso seducente e la sua quarta abbondante di seno. Al contrario Elena, 19 anni, era bianca, proprio bianca di pelle, aveva lunghi capelli biondi, occhi azzurri e seni piccoli e rotondi. Anche lei era molto carina ma non dava quest’impressione vedendola disgustata ma sottomessa a slinguazzare il sudore dalle lunghe estremità della padrona. Quando quest’ultima le aveva scoperto la droga, ne aveva approfittato. E pensare che lei pensava di ricavarci un bel gruzzoletto…

-Dovresti ringraziarmi, -disse all’improvviso Angela –ti sto insegnando a rispettare la legge. La droga è uno dei più grossi problemi della società. Sei stata un’infame a volerne usufruire. Usufruisci di questo!- e le dette un calcio in bocca. La schiava cadde a terra, con le mani sulle labbra doloranti –Ringraziami!-comandò la padrona…

-Grazie… mia signora… -mugugnò…

-Ne vorresti un altro?..

-No… padrona, la prego…..

In risposta si alzò e gliene sferrò un secondo in piena faccia Read the rest of this entry »

Tags: ,

22
Nov

Il Centone

Posted in Racconti  by pgratis

Me ne stavo a casa senza un cazzo da fare, invischiato fino al collo in una giornata pigra.

Era una di quelle giornate in cui la cosa migliore sarebbe farsi una lunga dormita, staccare la spina. E questo avevo fatto, almeno fino a quel momento. Il campanello che squillava, però, non era per niente d’accordo, così mi ero alzato, e grattandomi le palle ero andato ad aprire.

Dall’altro lato della porta Valentina, sgallettata affezionata al mio cazzo prima che a me.

-Che vuoi?-; in effetti ho il risveglio lento, ma tant’è.

-Non mi fai entrare?

-Dipende-.

-E va bene-, disse Valentina, e chinandosi sullo zerbino e armeggiando col mio pacco: -vorrà dire che il pompino te lo farò sul pianerottolo-

Cristo santo, pensai, le donne!, e la feci entrare.

-Senti tanto che sei qui-, dissi, -preparami il caffè che sono in ritardo-

In ritardo? E per cosa? Read the rest of this entry »

Tags: ,

21
Nov

Ribellione

Posted in Racconti  by pgratis

Sesto giorno… Resistere ad Angela e la sua frenesia dominatrice sembrava più difficile del previsto. La padrona di Elena non aveva ancora trovato un lavoro ma aveva il pretenzioso sogno di diventare un’attrice di successo, così passava da un provino all’altro. Finite le audizioni aveva tutto il giorno da dedicare alla sua schiavetta, che sottoponeva a compiti sempre più umilianti…

La chiave girò rumorosamente nella toppa e la porta si aprì. Angela entrò, vestita da lavoro, posò la borsetta e si diresse verso la cucina. Elena era dove l’aveva lasciata, stesa a faccia in su sul tavolo in mezzo alla stanza, in biancheria intima, legata con delle corde ai polsi e alle caviglie. In bocca aveva sempre le calze a rete della padrona. Ce l’aveva messe due ore prima, quando doveva uscire per i provini…

–Spero tu ora possa esserti stampata in quel cesso di bocca il sapore divino dei miei piedi. -le disse non guardandola neppure e aprendo il frigorifero…

–Shi, badrhon… coff, coff!..

Angela prese le calze:-Ripeti…

-Sì, padrona. Me lo sono stampato in bocca. Grazie mille…

-Lo spero. Ma per sicurezza… Read the rest of this entry »

Tags: ,

20
Nov

Agata e il suo riscatto

Posted in Racconti  by pgratis

Quando aveva 10 anni i suoi genitori si erano divorziati. Agata era andata a vivere con la madre e il padre, che viaggiava molto per lavoro, lo vedeva assai raramente.

Dopo pochi mesi dal divorzio, la madre di Agata aveva conosciuto un vedovo. Dopo un anno che uscivano insieme questo nuovo compagno venne a vivere con loro, portando con se il figlio, Alfredo, coetaneo di Agata. Da quel momento per Agata cominciò il supplizio. Infatti il ragazzo godeva delle più premurose attenzioni da entrambi i genitori, non solo perché orfano di madre, ma quando non ce la faceva a studiare, quando soffriva di acne giovanile, quando non si trovava bene con la professoressa, quando non aveva abbastanza spazio per se, quando suo padre non lo considerava abbastanza, quando lo considerava troppo… insomma aveva mille problemi, molti dei quali però non erano indifferenti ad Agata, poiché lei stessa li riscontrava nella propria vita. Però lei non doveva mai lamentarsi, era obbligata ad andare bene scuola, a frequentare il corso di danza impostole dalla madre, e in pratica a sottostare a tutte le esigenze di Alfredo, che con il fatto che aveva perso la madre, le passava avanti in tutto. Come se Agata non fosse meno in crisi per la propria situazione. Non che fosse orfana di padre, ma comunque non lo vedeva ormai da molto tempo, e inoltre aveva risentito moltissimo del repentino cambio di vita, dal momento del divorzio a questo di una nuova convivenza. Sarebbe stato allora opportuno che entrambi i genitori si accorgessero che entrambi i figli avevano bisogno della stessa quantità e qualità di attenzioni e cure. Ma non fu così. Agata fu spesso costretta a sacrificarsi per dare spazio e luce ad Alfredo, e sua madre non la considerava nemmeno quasi per scambiare le frasi necessarie alla convivenza. Mai un complimento, mai un incitamento. Agata era nell’ombra. Crescendo le cose peggiorarono. Alfredo a 18 anni divenne un atletico giocatore di rugby, bello come il sole, alto, con degli occhi color nocciola e i capelli corti biondi mossi, un atteggiamento spavaldo e affascinante. Agata non era invece una bella ragazza. Esile, minuta, non molto alta, con i capelli corti rasati, gli occhi grandi neri e a pesce, che strabuzzavano, un naso aquilino molto pronunciato e delle labbra inesistenti quasi, e lentiggini sparse su tutto il corpo. Alfredo era un ragazzo sportivo poco portato allo studio. Agata invece era un genietto, le riuscivano bene tutte le materie, in particolare la matematica, la fisica e la chimica. Alfredo aveva un sacco di amici che non si risparmiava di portava spesso e volentieri a casa, invadendola con il loro caos, molte di più le ragazze che di solito intratteneva in camera sua. Agata invece non aveva molti amici, solo una ragazza quasi identica a lei, che si chiamava Annalisa. Entrambe appassionate dello studio, soprattutto in comune avevano la dedizione per la matematica. Questo era il sottile equilibrio che regolava la famiglia di Agata, ma poi le cose cambiarono.. Read the rest of this entry »

Tags: ,

19
Nov

A casa di mia zia

Posted in Racconti  by pgratis

Tre giorni dopo quella serata così indimenticabile, la mattina, appena alzata dal letto accesi il cellulare. Un istante dopo la musichetta del messaggio mi fa voltare di scatto; leggo l’sms. . è mia zia. . mi chiede se sto bene e mi invita ad andare a casa sua quel pomeriggio per le quattro per vedere le fotografie delle vacanze.

Non ci ho pensato nemmeno un attimo e col cuore in gola le ho risposto che sarei andata molto volentieri; sapevo, o almeno speravo ardentemente che quel pomeriggio si sarebbe svolto in maniera del tutto differente.

Ma pochi minuti dopo ecco un altro sms; è di Manuela, l’altra mia cara amica di sempre, che mi “rimprovera” di non esserci ancora viste dopo il mio ritorno e mi “intima” di fissare un appuntamento con lei in modo da raccontarci tutto, amori compresi, anzi soprattutto quello!

Manuela è stata sempre l’amica alla quale mi sono affidata nei momenti di difficoltà, quando ero sola, senza amici; ma anche è stata l’amica che mi ha spinta a superare la mia timidezza di ragazzina appena adolescente; Manuela infatti è stata sempre piu spregiudicata di me, piu vivace, piu incasinata; è stata lei a farmi comprare la mia prima minigonna, a 15 anni, ed è stata lei a farmi conoscere il mio primo ragazzo; è stata lei, al mare, a farmi mettere in topless, ma è stata anche lei, per gioco, a darmi qualche bacio sulle labbra e ad insegnarmi a baciare.

Le ho risposto che mi sarebbe piaciuto vederci il mattino dopo a casa sua; immediatamente un sms di risposta in cui lei mi aspettava molto volentieri per le dieci ed era perfetto perché così non c’erano i suoi genitori a rompere.

Passai la mattina a farmi bella, una doccia rilassante Read the rest of this entry »

Tags: ,

18
Nov

Il professore e l’allieva

Posted in Racconti  by pgratis

Marco era un bell’uomo 40 anni ben portati fisico atletico mantenuto da un costante allenamento diviso tra palestra e jogging. Come attività principale aveva uno studio ormai avviato di consulenza fiscale, ma aveva pure mantenuto il suo iniziale lavoro, l’insegnamento.

Quell’anno era stato trasferito ad un altro istituto e tra le classi in cui insegnava ragioneria, c’era pure una quinta composta per lo più da ragazze dove fra tutte spiccava la bellezza di Giulia una bellissima ragazza figlia di uno dei più importanti industriali della città un uomo noto anche per la ferrea disciplina che aveva imposto alla propria figlia.

Quella mattina Marco, che non doveva recarsi a scuola, ne approfittò per andare a fare un po’ di jogging in un parco vicino. Era poco più di dieci minuti che correva quando passando accanto ad una siepe, sentì degli strani rumori provenire da dietro la siepe stessa. Colto dalla curiosità si avvicinò per vedere cosa fosse a provocare quei rumori e quando vide di che cosa si trattava rimase letteralmente sbalordito. La bellissima Giulia era intenta a fare un pompino ad un uomo di una certa età. Si ritrasse immediatamente nella paura che Giulia lo scoprisse, come se fosse lui ad essere stato colto in fallo.

Ritornò a casa sbalordito, da lei proprio non se lo sarebbe mai aspettato, poi si pose tra se e se una domanda: ma come avrebbe fatto il giorno successivo a giustificare la sua assenza da scuola? Sarebbe stato il primo a scoprirlo dato che sarebbe stato lui l’insegnante della prima ora e se non fosse mancata anche il giorno successivo…

Nella sua mente intanto si faceva strada un’idea su come poter sfruttare quella situazione, soprattutto se Giulia avesse commesso qualche errore.

La mattina dopo Marco si recò Read the rest of this entry »

Tags: ,

17
Nov

Finalmente e arrivato il venerdi…

Posted in Racconti  by pgratis

Durante la settimana lavoro in una ditta come assemblatore di quadri elettrici industriali, il lavoro mi piace, però dopo un’intera settimana ripetendo sempre le stesse cose non vedo l’ora che arrivi il sabato, giorno che dedico a risolvere problemi d’idraulica ed elettrici ai vari amici che non sanno dove mettere le mani se hanno un rubinetto che gocciola o un campanello che non funziona. Io con questi lavoretti mi rilasso e scarico tutta la tensione accumulata e passo una domenica all’insegna del divertimento.

Appunto… la domenica non voglio rotture di scatole. Purtroppo il mese scorso mi chiama mia madre una domenica mattina scongiurandomi di andare a casa della sua amica Gina perché aveva dei tubi del bagno che perdevano parecchia acqua e non sapeva a chi rivolgersi.

Che palle, pensai tra me e me, addio al rilassamento di questa mattinata.
Solo per arrivare a casa di Gina mi ci vollero 30 minuti di macchina senza contare il tempo passato a cercare tutto l’occorrente per poter fare almeno una riparazione provvisoria.
Appena arrivato mi misi subito al lavoro non prima, però, di aver salutato Gina che non vedevo da un paio d’anni.

E devo dire che da quando la vidi l’ultima volta era cambiata parecchio. Aveva perso quei chili di troppo che la rendevano poco interessante ai miei occhi andando a valorizzare un gran bel culo ed un paio di tette da primato(una quarta) che grazie ai chili persi nelle zone giuste venivano messi in risalto ancora di più.

Mi feci indicare il guasto e mi diede anche il pezzo da sostituire (si trattava di un flessibile del bidet) al che io, mezzo incazzato per la domenica rovinata, le dissi, con tono fin troppo calmo, che una cosa del genere l’avrebbe potuta riparare anche il marito in 5 minuti.
Lei, scusandosi per il disturbo, mi disse che il marito sarebbe rimasto fuori fino all’indomani sera e che non sapeva a chi rivolgersi.

Facendo finta di niente mi misi al lavoro Read the rest of this entry »

Tags: ,

16
Nov

Morgause

Posted in Racconti  by pgratis

Cornovaglia 480 D. C.

Merlino il Mago sedeva su di un grande masso, in mezzo al cerchio di pietre erette, la danza dei giganti, come la chiamava la popolazione della Cornovaglia.
Quelle pietre, in un doppio cerchio concentrico, erano state poste lì molti secoli addietro dall’Antico Popolo, i cui sacerdoti in quel luogo parlavano con la Divinità.
Per questo l’aria che v i si respirava era sacra e satura del ricordo di lontani sacrifici e preghiere dimenticate.

Vicino a lui, Sir Rupert, lo splendido stallone bianco, si aggirava curioso tra le grandi pietre parzialmente coperte di licheni.

Merlino era un uomo nella prima maturità, alto e forte, con folti capelli castani e occhi verdi che s’incupivano nella meditazione ; il viso allungato era segnato da qualche ruga, la bocca dalle labbra piene, insolita in un uomo, era magnifica quando si apriva al sorriso.
Non aveva voluto lui il Potere assoluto della Magia, gli era venuto dagli Dei, che però spesso pretendevano troppo in cambio.

Aveva capito che tutte le religioni si equivalevano, purché servissero a migliorare l’uomo; per questo aveva favorito il grande re Uther Pendragon che aveva aderito al Cristianesimo: forse una nuova dottrina avrebbe migliorata l’umanità.
Perché gli Dei dei monti, dei fiumi e delle foreste erano lì da sempre e sempre sarebbero esistiti fino alla fine dell’Universo.

Non temevano il nuovo Dio, come non lo temeva lui.

Al contrario di Mat, la dea-Maga dagli occhi viola che ora lo odiava ferocemente, per non aver rispettato gli antichi patti e aver favorito il nuovo culto ; lei pensava che Merlino si fosse venduto ai sacerdoti cristiani per accrescere ancor più il suo potere.

Non credeva come lui che Dei tanto diversi potessero essere, in realtà, uno solo, Read the rest of this entry »

Tags: ,

15
Nov

Teodora

Posted in Racconti  by pgratis

Via Alessandrina era una strada caratteristica, vicina ai Fori, con case nel cui cortile quasi sempre c’era un pozzo, ampi appartamenti, vaste stanze, qualche caminetto, soffitti a travi intramezzate da travetti, si dicevano a cassettoni. Qualcuna era riscaldata con termosifoni di ghisa, la cui caldaia era alimentata a carbon fossile, in genere il coke proveniente dal gasometro, lo stabilimento lungo il Tevere.

Paolo Rittocci, Commendatore di un ordine pontifico, Cameriere onorario del Papa, maestro di violino, in occasioni speciali usciva di casa indossando l’abito speciale, quello delle occasioni particolari, nero, con un alto colletto una specie di gorgiera alla Maria Stuarda. In tali occasioni veniva a rilevarlo una carrozza antica, nera, con fanali d’ottone, tirata da un cavallo scuro. Il cocchiere avvisava il portinaio e questi correva su, dal Commendatore, ad annunciargli che il “landeau” lo aspettava.

In casa restava Teodora, la figlia, e Teresa, la vecchia domestica.

Per arrotondare le entrate, alquanto misteriose, il maestro Rittocci dava lezioni di violino, soprattutto preparava gli allievi che dovevano superare gli esami di diploma a Santa Cecilia.

Teresa aveva un’età indefinibile, Read the rest of this entry »

Tags: ,