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19
Feb

Triangolo perfetto

Posted in Racconti  by pgratis

Il TRIANGOLO PERFETTO

Io mi chiamo Roberto. Finalmente è terminato l’anno scolastico; sto partendo col mio amico Franco per una vacanza di dieci giorni a Rimini dove abbiamo prenotato una suite; è il premio per i voti straordinari ottenuti a scuola; non ci vuole molta fantasia a capire perché abbiamo scelto Rimini come meta del nostro viaggio; per dirla con parole semplici e sintetiche sia io che Franco dobbiamo soddisfare i nostri sensi frustrati da lunghi mesi di masturbazioni.

Devo ammetterlo, io e Franco siamo bravissimi a scuola ma molto imbranati nella vita; soprattutto con le ragazze abbiamo problemi di comunicazione; premesso che noi detestiamo la discoteca e questo, ovviamente, riduce le nostre possibilità di approccio; siamo poi deficitarii negli argomenti di tutti i giorni; poco aggiornati su cantanti, Read the rest of this entry »

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13
Jan

Un bacio

Posted in Racconti  by pgratis

Lieve difetto fisico: penso…

Finalmente, l’acqua cade dal cielo.

Tensione che si allevia

La gola stretta, cerco di riordinare le emozioni

La tua mano calda sul collo

Chiudere gli occhi, abbandonarmi

Sentire e basta, in silenzio

Respirare, sentire il tuo profumo Read the rest of this entry »

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13
Dec

Il professore e l’allieva

Posted in Racconti  by pgratis

La sera, mentre era a letto, Giulia ripensò a quello che aveva fatto durante il pomeriggio, non ci credeva ancora, invece era proprio successo e al solo pensiero sentiva nuovamente un certo calore provenire dalla sua fighetta, prese a toccarsi leggermente sopra le mutandine, poi iniziò un vero e proprio sfregamento, finchè non prese a massaggiarsi il clitoride e a far penetrare il suo medio all’interno della fighetta. Avrebbe voluto avere accanto a se Marco… chissà forse gli avrebbe anche permesso di fare l’amore con lei… poi ripensò a quello che le aveva detto, se si fosse mai masturbata nel culetto, volle provare, ma sentiva dolore, certo la lingua di Marco era stata un’altra cosa, così riprese a masturbarsi nella fighetta finchè non raggiunse l’orgasmo.

Il giorno dopo Marco non aveva lezione con la classe di Giulia, ma lei lo cercò durante l’intervallo.

“Buongiorno professore… ”

“Buongiorno Giulia cosa desidera?” Era tornato a darle del lei, voleva forse mantenere le distanze… La cosa le fece perdere un po’ intraprendenza? Read the rest of this entry »

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28
Nov

Delirio

Posted in Racconti  by pgratis

Forniscimi il tuo culo

con le tue dita, lunghe ed affusolate, con unghie perfettamente limate e lucide che entrano nelle tue carni

affinché il tuo caldo e profondo buchino dalle pieghe a raggiera mi si presenti come l’eterno oblio che adesso il tremendo correre del mio cuore incarna.

Lascia che mi avvicini che senta il tiepido odore che ne fuoriesce

con la mia voluttuosa lingua voglio assaporarne le dolci contrazioni,

lasciare strie di saliva come colonne di fuoco che dalla mia bocca incendiano il tuo desiderio.

Aaahh

Adoro i tuoi lenti ed ansimanti rantolii.

Il piacere fatto suono, scorgo quasi i pentagrammi che il tuo languore lascia disegnare nell’aria, sì certo ancora ed ancora

non temere non smetterò prima dell’alba

prima che i nostri occhi incontrino il temibile bagliore, il mondo che si sveglia, quel mondo che ora lasciamo fuori lontano dai nostri pensieri, lontano dal nostro ora estatico desiderio.

Chissà perché guardandoti così, china su questo giaciglio, l’eccitazione sale ancora inebria sconvolgendo ancora ed ancora, i miei pensieri sono così confusi quasi non riesco a proferire verbo, meglio, voglio perdermi, inoltrarmi oltre ed oltre…

Certo perdonami non mi distraggo ero solo lì che cercavo di ammirarti, bella come il sole, da qualsiasi punto io ti guardi, bella sempre, solare certamente dea..

.

Eccolo che di nuovo se ne va per vie traverse, quasi lo sento, immagino le parole, anzi quasi versi che nella sua testolina vanno e vanno. Io invece ora non voglio altro che sentirlo dentro, voglio che la sua enorme cappella dipani questo orifizio voglioso e pulsante che mi ritrovo tra le natiche.

Voglio che entri prima lentamente e poi, con spasmodica ritmica, vada su e giù. Voglio sentirlo duro dentro di me, contare le vene che lo circondano.

Voglio piangere di piacere e dolore, il mio succo, il mio denso succo dell’amore lo sento scendere lungo le cosce fino a cingere i polpacci già indolenziti.

Voglio che si sbrighi perché le gambe non mi reggono più, tremano come gattini impauriti, ma mi accorgo che non è la stanchezza a debilitarmi ora, il desiderio il folle desiderio che ho del suo caotico membro mi fa tremare come fuscello, che mi fa scorrere l’emozione come turbinii di ruscelli, come venti che sospingono nuvole all’orizzonte, che io bramo in questo preciso istante ti prego non farmi attendere ancora, non resistoooo….

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Ma perché mai quando mi ergo a dio del sesso penso sempre ai popoli Read the rest of this entry »

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